Ultima modifica: 14 gennaio 2022
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Come si va in pensione nel 2022

Vecchie e nuove possibilità per il collocamento a riposo.

La legge di bilancio 2022 (n. 234/2021) ha introdotto alcune novità per andare in pensione per i lavoratori assicurati presso la previdenza pubblica obbligatoria. La novità principale è la «Quota 102» che consente l’uscita a chi compie 64 anni e maturano 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022, ma va segnalato anche il rinnovo di opzione donna e dell’ape sociale.

Trattamento di vecchiaia e anticipato

Per il conseguimento della pensione anticipata occorrono sempre 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (2227 settimane) e 41 anni e 10 mesi di contributi le donne (2175 settimane),per il personale della scuola al 31.12.2022 e a prescindere dall’età anagrafica.

Per il pensionamento di vecchiaia occorrono invece 67 anni unitamente ad almeno 20 anni di contribuzione.

Ai lavoratori dipendenti addetti a mansioni particolarmente difficoltose e rischiose di cui al decreto del ministero del lavoro del 5 febbraio 2018 con almeno 30 anni di contribuzione, non titolari dell’ape sociale al momento del pensionamento possono conseguire la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi.

Quota 102

La legge n. 234/2021 introduce la facoltà di uscire con 64 anni e 38 anni di contributi (cd. quota 102) se i requisiti sono raggiunti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022. Resta ferma la finestra mobile di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per il settore pubblico. Per i lavoratori del settore scolastico che raggiungono i requisiti entro il 31.12.2022, si riaprono sino al 28 febbraio 2022 i termini per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio con decorrenza della pensione dal 1° settembre 2022.

Quota 100

Chi ha raggiunto i requisiti per la cd. «Quota 100» (62 anni e 38 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2021 può, comunque, presentare domanda di pensionamento anche nel 2022 o negli anni successivi.

Ape sociale

L’ape sociale si consegue sempre con un minimo di 63 anni di età unitamente ad almeno 30 anni di contributi, 36 anni nelle attività «difficoltose e rischiose». Dal 1° gennaio 2022, tuttavia, il predetto requisito di 36 anni è ridotto a 32 anni per i soli operai edili, per i ceramisti e conduttori d’impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.

Opzione Donna

La legge n. 234/2021 rinnova l’opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto i 58 anni (59 se autonome) unitamente a 35 anni di contributi entro il 31.12.2021 a condizione che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo. Per le lavoratrici del settore scolastico interessate dalla proroga, si riaprono sino al 28 febbraio 2022 i termini per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio con decorrenza della pensione dal 1° settembre 2022.

Poiché l’opzione donna, come noto, prevede l’applicazione del metodo contributivo sull’intera posizione contributiva, va evidenziato, che tale scelta comporta una consistente perdita di circa il 35% della misura rispetto all’assegno spettante per la pensione anticipata o di vecchiaia

Chi raggiunge i requisiti è obbligato ad andare in pensione?

Con particolare riferimento alla pensione di vecchiaia, al raggiungimento dei 67 anni di età e non avendo i 20 anni di contributi la normativa vigente concede di proseguire fino ai 71 anni a condizione del raggiungimento del requisito contributivo entro tale anno.

Pensionamento d’ufficio

L’obbligo scatta generalmente a 65 anni (limite ordinamentale personale della scuola) laddove, a tal età, il personale abbia maturato un qualsiasi diritto alla pensione (Quota 100 comunque esclusa); diversamente, il rapporto di lavoro prosegue fino al soddisfacimento dei requisiti necessari per la pensione di vecchiaia.