Ultima modifica: 28 marzo 2022

Inclusione: come?

L’INCLUSIONE SCOLASTICA è il processo attraverso il quale la Scuola diventa un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini, in particolare dei bambini con bisogni educativi speciali.

Essa è la chiave del successo formativo per tutti. L’odierna multiformità, con la quale le problematiche della diversità si manifestano nelle classi, impone alla scuola un cambiamento: il superamento di modelli didattici e organizzativi uniformi e lineari, destinati ad un alunno medio astratto, in favore di approcci flessibili adeguati ai bisogni formativi speciali dei singoli alunni. La qualità della scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno.

La nostra scuola risponde con attenzione puntuale e disponibile al dialogo costruttivo: il GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione), che raccorda docenti di sostegno, operatori socio-sanitari e rappresentanti delle famiglie, lavora a rendere operativa ogni risposta ai BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI che si evidenziano nei momenti strutturali di incontro (avvio e monitoraggio), destinati sia ai bambini DVA (GLH operativo per la definizione del Piano Educativo Individualizzato o PEI), sia ai bambini con DSA o svantaggi socio-culturali (per la definizione del Piano Didattico Personalizzato o PDP).

 

 

Chi sono gli alunni BES ovvero con Bisogni Educativi Speciali?

Sono studenti che hanno differenti esigenze educative perché sperimentano delle difficoltà di apprendimento di varia natura: conoscere le loro caratteristiche è utile per poter rendere la scuola più inclusiva e per garantire il diritto allo studio di tutti.

Secondo il Ministero dell’Istruzione i Bisogni Educativi Speciali sono espressi da quegli alunni che vivono una situazione particolare, che li ostacola nell’apprendimento e nello sviluppo: questa situazione negativa può essere a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale, contestuale o in combinazioni di queste. Essi hanno dunque necessità di interventi tagliati accuratamente su misura della loro situazione di difficoltà e dei fattori che la originano e/o mantengono.

Le diverse tipologie di BES

Il Ministero dell’Istruzione ha identificato diverse tipologie di alunni con Bisogni Educativi Speciali e li ha suddivisi in quattro categorie:

  • Alunni con disabilità, che viene certificata ai sensi della Legge n. 104/1992
  • Alunni con disturbi evolutivi, divisi in
  • Alunni con svantaggio socio-economico, culturale, linguistico o con disagio comportamentale/relazionale
  • Alunni con alto potenziale intellettivo

Gli alunni con disabilità

Tutti gli studenti che hanno una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge n. 104/1992 hanno diritto a una didattica personalizzata in linea con le Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e a un PEI – Piano Educativo Individualizzato.

Il PEI è il documento che guida la presa in carico dell’alunno con disabilità da parte di tutta la comunità scolastica: esplicita le modalità di sostegno didattico – compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe – e le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell’ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, gli eventuali interventi di assistenza igienica e di base, la proposta delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione.

Per la stesura di questo documento, che viene redatto dal GLO – Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione coinvolgendo l’intero team dei docenti di classe, le famiglie e gli operatori sanitari, si tiene conto dell’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica e del Profilo di funzionamento secondo la prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell’OMS.

Nell’ottica di conseguire il progresso dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali – come prescrive la Legge n. 104 del 1992 – il Piano è costruito su quattro assi:

  • Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione
  • Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio
  • Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento
  • Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento

Per ciascuna delle dimensioni sono da individuare:

  • obiettivi ed esiti attesi
  • interventi didattici e metodologici – articolati in attività, strategie e strumenti

Il PEI è soggetto a verifiche periodiche in corso d’anno per accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche ed integrazioni. Al termine dell’anno scolastico, è prevista la Verifica conclusiva degli esiti rispetto all’efficacia degli interventi descritti.

In base a quanto descritto nel Decreto Ministeriale n. 22 del 2020, la valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è espressa con giudizi descrittivi coerenti con il Piano Educativo Individualizzato predisposto dai docenti contitolari della classe, attraverso i criteri di valutazione e i quattro livelli previsti dal decreto.

Gli alunni con DSA

I ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono coloro che presentano dei disturbi del neurosviluppo riguardanti la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. I DSA spesso diventano evidenti all’inizio del percorso scolastico e si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.

Sono disturbi di origine neurobiologica che hanno anche una matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo. Sono modificabili attraverso interventi mirati e sono coinvolte le abilità di lettura, di scrittura e quella di fare calcoli.

I disturbi che rientrano in questa categoria diagnostica sono quattro: la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.

La dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata e istruzione ricevuta. Risultano più o meno deficitarie – a seconda del profilo del disturbo in base all’età – la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani.

Il disturbo specifico di scrittura si definisce disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione. La disortografia riguarda invece l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale.

La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo. Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell’abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio.

I DSA possono coesistere in una stessa persona, in quella che si definisce comorbilità o comorbidità; questa può essere presente anche tra i DSA e altri disturbi di sviluppo – disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, disturbi dell’attenzione – e tra i DSA e i disturbi emotivi e del comportamento.

I DSA spesso hanno diritto a ricevere un PDP – Piano Didattico Personalizzato, un documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari ma non riconducibili alla disabilità.

Per gli alunni con DSA, il consiglio di classe predispone il PDP entro il primo trimestre scolastico e articolato per le discipline coinvolte nel disturbo. Tale documento dovrà contenere:

  • Dati anagrafici
  • Tipologia del disturbo
  • Attività didattiche individualizzate
  • Attività didattiche personalizzate
  • Strumenti compensativi
  • Misure dispensative
  • Forme di verifica e valutazione personalizzata

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria.

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento.

Gli altri BES

Oltre agli alunni con disabilità, che hanno un PEI ai sensi della Legge n. 104/1992, e agli alunni con DSA, tutelati dalla Legge n. 170/2010, ci sono altre tipologie di BES che non hanno una specifica legge di riferimento, ma il loro diritto a un Piano Didattico Personalizzato è sancito dalle indicazioni fornite del Ministero dell’Istruzione.

Gli studenti con disturbi evolutivi possono avere delle difficoltà nella didattica dovute alle problematiche cliniche e ottengono un PDP presentando la certificazione medica. In base alle caratteristiche del tipo di disturbo che sperimentano vengono stabilite per loro le misure compensative e/o dispensative necessarie.

Gli studenti con altri disturbi evolutivi o con con svantaggio socio-economico, culturale, linguistico o con disagio comportamentale/relazionale hanno diritto comunque a un PDP, che viene preparato dal Consiglio di classe con la partecipazione dei genitori, dell’alunno ed eventualmente degli esperti necessari a diagnosticare o trattare l’eventuale difficoltà dello studente.

Con la dicitura svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale si fa riferimento non solo alle difficoltà legate alla non conoscenza della lingua italiana, per diversità culturale, ma anche a tutte quelle situazioni che derivano dal vivere in contesti socioeconomici e culturali poveri.

Le modalità per l’inclusione scolastica dei BES sono definite dalla Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012 e vengono chiarite anche nella Nota ministeriale n. 562 del 03/04/2019 – Alunni con bisogni educativi speciali. Chiarimenti.

Questa nota specifica anche che i Gifted children, cioè gli alunni ad alto potenziale intellettivo, vanno trattati al pari dei BES.

 

Nell’ottica di ascolto e disponibilità, si comunica che la Funzione strumentale per l’Inclusione è a disposizione per colloqui individuali, chiarimenti specifici o per ricevere la documentazione della ASL di riferimento per gli alunni Diversamente Abili, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o con svantaggi socio-culturali, tramite appuntamento:

FUNZIONE STRUMENTALE PER L’INCLUSIONE E DELEGATA DEL D.S.

Ins. Ambra SCOTECE ambra.scotece@icdonatello.edu.it

STRUMENTI PER L’INCLUSIONE

PEI Infanzia
PEI Primaria
PEI_aggiornato al 2 novembre 2019
PDP_aggiornato-al-25 OTTOBRE 2021

PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE

Raccolta P.A.I.

RIFERIMENTI:

Linee guida integrazione disabili_2009
Le-emergenze-educative_BES-e-DSA
Per una didattica inclusiva nell’autonomia_Nota 17 maggio 2018
Guida_per_genitori di alunni DSA
Biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia